La vita può essere come una tarte tatin… la mia è di albicocche

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La vita può essere come una tarte tatin… la mia è di albicocche

Ci sono giorni in cui sono felice, trovo senso e bellezza, la consapevolezza è profonda e ciò che è scomodo resta fuori dal mio mondo, il mondo di aiolì…

Impasto una specie di brisée, caramello le albicocche e, assorta, mentre osservo questa torta rovesciata… penso che la vita è esattamente così. Solitamente è “dritta”, poi un errore la capovolge e tu pensi che sia tutto un gran disastro; ma quando la capovolgi di nuovo, scopri che oltre ad essere bellissima, è anche buonissima, zuccherina, profumata e appagante.

Le sorelle Tatin di un errore ne fecero il loro cavallo di battaglia, e così è stata un po’ la mia vita. Pensi che in generale debba essere come una torta perfetta, alta, morbida, profumata… e invece ritrovi te stessa nella filosofia di una tarte tatin.

Probabilmente anche le sorelle Tatin di fronte alla torta rovesciata, si misero le mani nei capelli, ma ne fecero poi un punto di forza. La mia vita “tatin” è andata esattamente così. L’importante è cogliere l’occasione per trasformare quella défaillance in “chance” e fare leva su tutto ciò che più ti appartiene tanto da riscoprire delle cose bellissime di te. Oltre alla saggezza della tarte tatin, come metafora di vita, ho sempre desiderato ringraziare Sultana Razon, (moglie di Umberto Veronesi), per aver pubblicato il suo commovente libro autobiografico “Il cuore se potesse pensare”, proprio in un periodo in cui ho avuto bisogno di aggrapparmi alle parole di una donna forte, che ha vissuto la mia stessa esperienza. Nelle sue parole, nella cucina, nei pochissimi amici disinteressati e sinceri che ho avuto accanto, in un amore cristallizzato, eppure estremamente profondo e resistente al tempo, ma soprattutto in me stessa, ho trovato la strada per “definirmi” oltre il matrimonio, oltre la vita di coppia, oltre le certezze materiali che tutti erroneamente pensiamo siano punti di forza ma che in realtà sono fragilissimi puntelli pronti a saltare quando meno te lo aspetti. Le parole di Sultana Razon che porto scolpite nella mia memoria sono quelle dell’ultima pagina del suo libro: “Devo ringraziare mio marito. Le sofferenze che mi ha inflitto, involontariamente o volutamente, devo considerarle, a posteriori, come il sale che ha dato sapore alla mia vita”.

Le sofferenze, se ben metabolizzate, fanno crescere, offrono altri punti di vista, ti fanno osservare le persone in modo diverso e ti fortificano. E’ la strada per preparare il piatto perfetto: scegli meglio gli ingredienti, fai le necessarie scremature, elimini persone e cose inutili e ti concentri su tutto quello che alla fine ti appartiene e ti gratifica. Sono giunta alla conclusione che la costruzione o ricostruzione di se stessi è una delle occasioni più belle che la vita ci offre.

Anche questo blog riparte da qui, da me, da nuove consapevolezze, dalla mia cucina e da Bancovino che spero di riuscire finalmente a rendere il posto che avrebbe dovuto essere: “magico” e vitale, in cui trasferire le mie ricette, gli ingredienti preziosi della mia vita, il mio mondo di aiolì con le mie solide tradizioni familiari, la tanta storia che mi porto dentro e gli affetti profondi che mi hanno sostenuto e traghettato verso le nuove conquiste. E la conquista è definitiva quando senti per certo che non torneresti mai più indietro perché ti preferisci ora, perché c’è chi finalmente ti guarda con stima e sentimento pulito, perché le persone che ti camminano accanto sono quelle che “parlano la tua stessa lingua” e tu sei perfettamente definita e contenta di te, apprezzata e scelta senza essere mamma, moglie, professionista… ti distacchi da ogni modello convenzionale e sei semplicemente una donna che impasta ingredienti e vita vera, portatrice sana di autentica hygge (cito “A gipsy in the kitchen”) e finalmente ti senti come quella bellissima, buonissima, zuccherina e profumata tarte tatin.

La classica è con le mele ma in questo periodo estivo io la adoro con le albicocche; arancioni come il sole, dolci, succose e morbide.

Ingredienti: 200gr farina, 150gr burro freddo, 170gr zucchero, 1 pizzico di sale, 4 cucchiai di acqua fredda, 10 albicocche

Procedimento: Sciogliete il sale nell’acqua. Mettete la farina e 100gr di burro freddo a cubetti nell’impastatrice o lavorate gli ingredienti a mano. Quando avrete ottenuto una sorta di sabbia versate l’acqua salata e lavorate finché l’impasto non diventa una palla. Mettete la pasta in frigo. Imburrate abbondantemente una pirofila da 28cm usando quasi tutto il burro; copritene il fondo con 100gr di zucchero. Dividete a metà le albicocche e sistematele in modo serrato nella pirofila con la parte tagliata verso l’alto. Portate la pirofila su fuoco dolce utilizzando uno spargifiamma, e lasciate caramellare il fondo; perché imbiondisca ci vorranno circa 15-20 minuti: controllate che le albicocche non brucino. Potete anche fondere insieme burro e zucchero sul fuoco e fare il caramello a parte che poi andrete a sistemare sul fondo della pirofila. Mentre lasciate raffreddare la pirofila (abbastanza per poterla maneggiare), accendete il forno a 225°.Cospargete le albicocche con il resto dello zucchero e qualche fiocchetto di burro. Stendete la pasta ad uno spesso di 3mm e con questa coprite le albicocche, rimboccandola lungo i bordi per contenere i frutti. Infornate per circa 30 minuti. Lasciate riposare la torta nella teglia per 10 minuti poi capovolgetela sul piatto da portata.

 

Posted in: Blog, Il mondo di Aïoli

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