Dimmi cos’hai in dispensa e ti dirò chi sei…

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Dimmi cos’hai in dispensa e ti dirò chi sei…

Ci sono posti in cui trovi talmente tanti pezzi di te stessa, della tua infanzia, della tua famiglia, delle tue radici, che ti aiutano a ritrovarti tutta intera… e intimamente e profondamente felice.

Leggo ieri questo messaggio di un’amica, Sarah, e lo sento subito mio. Rifletto spesso sulle mie origini e sui tanti “pezzi di me” e mi sento fortunata perché i legami con le mie radici sono molto forti e li ritrovo ovunque durante la mia giornata. Nella mia città, nei miei riti quotidiani, nelle fotografie di famiglia sparse in casa, nelle battute e nel sorriso di mio padre che ricordo ogni giorno, nei miei affetti sempre presenti e ben saldi e… nella mia dispensa.

La dispensa e la cucina sono il mio rifugio e il legame con le radici, tratti distintivi che mi fanno sentire a casa e che la rendono “focolare”. Nella cucina di noi sorelle Castellani, in un angolo areato, troverete sempre uno spago con le salsiccette penzolanti messe ad essiccare. Lo spago in cucina era la passione di mio padre e ora la nostra. Lui appendeva di tutto, l’uva dolce che sarebbe diventata zibibbo, le salsiccette, i pomodorini.. E nella mia dispensa un rotolino di spago c’è sempre. Fondamentale poi per legare arrosti e pajata!

La dispensa (e il frigo) dicono molto di una persona e la mia è decisamente la dispensa di una romana. Guanciale e pecorino non mancano mai. La matriciana deve essere disponibile ad ogni ora del giorno. “Toglietemi tutto ma non la matriciana!”, non potrei sopravvivere senza. La mia pasta è Felicetti e quando non ce l’ho a disposizione utilizzo la sempre dignitosissima De Cecco. La uso io, la usava mio padre, la usa Teresa di Settimio al Pellegrino (cari amici e romani veri). Nella mia dispensa non manca mai il burro, di panna naturalmente, e anche salato che io mangio la mattina a colazione. Mio padre era un utilizzatore seriale di burro e mia mamma lo mangiava a morsi…

Uova, farina e ricotta fresca di pecora ci sono sempre, per il mio famoso ciambellone. Il mio marchio distintivo e un regalo gradito, ormai in edizione limitata e destinato soltanto agli amici stretti e al mio Jung.

Le spezie tutte! Con una predominanza di foglie di alloro, che papà adorava. Il profumo di alloro in casa mi ricorda la sua allegria in cucina e la sua joie de vivre. Uva passa e pinoli in abbondanza per le preparazioni “alla romana”, ricordi di mia nonna Elena. Uvetta e pinoli li usava ovunque… nelle polpette di bollito, nel baccalà in umido e nella scarola ripassata. L’aglio naturalmente, la mia passione. La bruschetta non è tale se non ha aglio, olio buono e sale. Impensabile per me non averne in casa e solitamente una bella treccia è sempre appesa in qualche angolo della cucina. Sedano, carote e cipolle, la base di alcuni miei sughi e del brodo che in inverno a casa mia è una costante, con i quadrucci, come vuole la tradizione.

Amo il pomodoro in tutte le sue forme. Sono pomodoro-dipendente. Non mangio mai volentieri una cosa totalmente “bianca”. Devo sempre vedere un po’ di “rosso”. Probabilmente è legato al meraviglioso profumo della famosa pasta aglio, olio, peperoncino e pomodoro (con tanto basilico) di papà. Naturalmente nella mia cucina transitano poi le bontà romane stagionali: i carciofi, la minestra di broccoli e arzilla, il pollo con i peperoni, i fiori di zucca fritti…

Anche sui dolci il mio palato è decisamente romano. Non resisto alla torta ricotta e cioccolato o ricotta e visciole del forno kosher “Boccione”, nel quartiere ebraico di Roma. Era la mia merenda da bambina ogni pomeriggio, quando uscivo dalle lezioni di pianoforte. Che meraviglia e che profumo! Le stesse signore (notoriamente sgarbate) sono ancora lì e ancora oggi quel forno è per me una tappa fissa.  

La mia cucina è la mia casa. Gli amici che entrano in questo mio mondo sono gli affetti sinceri costruiti nel tempo unicamente sulla base di uno scambio emotivo e umano, e preferisco circondarmi di “persone che mi facciano sentire come di domenica in pigiama”.  

Ieri ho letto queste parole di Gipsy (in the Kitchen): “scegliete sempre l’amore: per voi stesse, per il vostro compagno di vita, per il lavoro che amate. Costi quel che costi. Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e alle decisioni far succedere sorrisi e soprattutto, ogni scelta fatta con amore e per amore, porta sempre a un destino felice”.

Bon appétit!

Posted in: Blog, Il mondo di Aïoli

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