La torta di zucca di mamma Galitzine per un pomeriggio di riflessioni

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La torta di zucca di mamma Galitzine per un pomeriggio di riflessioni

La verità è raramente pura e non è mai semplice” (Oscar Wilde).

Inizio a scrivere questo post utilizzando la stessa frase di apertura dell’ultimo film prodotto dalla Jean Vigo Italia, dove lavoro ormai da quasi un anno.

Occuparsi di cinema ha i suoi lati divertenti e interessanti, ma lavorare per Jean Vigo vuol dire seguire un cinema di nicchia, di denuncia e di impegno sociale.

Aver poi dato il mio contributo alla realizzazione del film “La verità sta in cielo” mi ha reso particolarmente orgogliosa e ancora più convinta della mia scelta professionale, per quanto impegnativa, dato che penso di aver sempre da imparare. Lavorare con Jean Vigo mi ha dato anche la possibilità di conoscere persone straordinarie e attori formidabili.

Ieri pomeriggio, dopo la proiezione per i giurati del David Giovani, siamo intervenuti per raccontarlo non solo ai giurati appunto ma agli studenti che un giorno saranno futuri registi, produttori, sceneggiatori o chissà cos’altro, nella speranza di renderli consapevoli di quello che accade nel paese in cui viviamo. Il film racconta la scomparsa di Emanuela Orlandi, gli intrecci con la Banda della Magliana (in realtà i “Testaccini”), la chiesa e la politica. Un caso sul quale non si è mai fatta luce e ora, con una decisione controversa, purtroppo archiviato.

I racconti di Pietro Orlandi mi hanno commossa, così come la sua forte determinazione a non arrendersi alla non-verità. Trovarmi di fronte ad una platea di ragazzi avidi di sapere e pronti a cogliere il messaggio di un cinema di denuncia mi ha resa cosciente che fortunatamente esiste un’altra realtà che non è solo quella dell’apparenza e della futilità. Uscendo dalla sala ho pensato alla fortuna di essere lì in quel momento e non altrove e di riflesso ho pensato alle tante vite inutili e vuote, alla superficialità di chi non ha nulla in cui credere e per cui combattere, ho pensato a chi cresce i propri figli senza coscienza sociale, senza rispetto e senza verità.

Rientrando verso casa, frastornata dalle domande e soddisfatta, ho sentito il desiderio di “materializzare” una giornata umanamente così ricca in una torta non dolcissima e inusuale: la torta di zucca di mamma Galitizine che ultimamente si diletta con un repertorio culinario che non è da lei… ma che la soddisfa così tanto che non ho il coraggio di confessarle il mio stupore.

Rientrata a casa, in quella che ormai per divertimento ho ribattezzato “la piccola cucina pariolina” parafrasando il libro “La piccola cucina parigina” di Rachel Khoo, libro delizioso tra l’altro, che vi consiglio, mi sono messa ai fornelli per preparare la torta di zucca di Galitizine. Naturalmente, come da tradizione ormai, il procedimento è inesistente perché le ricette di Galitzine sono sempre raccontate a voce o segnate su foglietti svolazzanti con un’orrida scrittura o le vengono suggerite dalle sue amiche quasi ottantenni, anche dette “fate smemorine” che come lei, si dilettano a pasticciare allegramente in cucina.

Ingredienti: 250 g di zucca cotta al vapore, 250 g di farina, 120 g di zucchero, 65 g di burro, 1 uovo, 1 bustina di vaniglia, 1 bustina di lievito, e 1 pizzico sale.

Forno a 170° per 40 minuti. A piacere potete aggiungere uvetta e noci.

Per quanto riguarda il procedimento, Galitzine dispensa due soli suggerimenti: cuocere la zucca a vapore e strizzarla poi in un panno per eliminare l’acqua e lavorare l’uovo con lo zucchero molto bene. Deve montare tanto quasi da diventare zabaione. Per il resto… ci arrangiamo!

La torta comunque è venuta buonissima! L’abbiamo smangiucchiata fra amici, accompagnandola con una tazza di tè “scottish blend”, una delle mie miscele preferite, chiacchierando di cinema e dei prossimi film in cantiere.

E’ bello frequentare persone di valore e di spessore, realmente impegnate nella solidarietà femminile e umana e nel portare avanti le proprie battaglie con coraggio e convinzione.

Posted in: Blog, Il mondo di Aïoli,

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