“Perfino Catone scriveva ricette”…

Leave a comment
“Perfino Catone scriveva ricette”…

Mi racconta mio nipote Luca (appassionato di storia romana e avido lettore di tutto ciò che è “storia”) riferendosi al titolo dell’ultimo libro di Eva Cantarella, insegnante di diritto romano e greco e da anni impegnata in un’opera di appassionata e intelligente divulgazione sui più diversi aspetti della vita pubblica e privata dell’antichità classica.

In fondo, gli antichi romani, a distanza di quasi duemila anni, li scopriamo vertiginosamente vicini a noi, ci fa presente l’autrice.

E’ agosto, fa molto caldo e purtroppo, costretta per il terzo anno di seguito a restare a Roma durante l’estate, cerco di godermi la mia meravigliosa città. L’ottimismo non mi fa difetto e, sulla scia del saggio “ci penserò domani” e confortata anche dalle divertenti parole del mio amico Francesco che giustamente scrive “ma quelli che sono già alla quarta vacanza dell’estate, a chi hanno concesso favori sessuali, che sarei interessato pure io?”, tento di dare un senso costruttivo a queste mie vacanze romane. 

 Io e Luca ci siamo ritagliati una mattinata ai mercati traianei (il mio posto preferito in assoluto, le mie “rovine romane rigeneranti”) per visitare la mostra “Food & Fashion”. Meravigliosa, bellissima, interessante che mi riconferma la versatilità del cibo e l’eleganza di certe forme culinarie; una piacevole ossessione che mi accompagna sin dall’infanzia.

Questo è stato il nostro point de départ per parlare di cucina nell’antica Roma e Luca mi ha rivelato che Catone amava preparare le torte! Tanta era la curiosità che, lasciati i mercati traianei, siamo andati alla ricerca del libro di Eva Cantarella, dove ho trovato la ricetta della cheese cake di Catone.

“Prendi 14 libbre (pari a 4,56 kg) di pecorino: mi raccomando, che sia freschissimo, non acido. Sbriciolalo e passalo al setaccio, in modo che passi nel recipiente. Aggiungi allora 4,5 libbre di buon miele (1,5 kg) e mescolalo bene con il formaggio. Prendi un tagliere del diametro di un piede (30 cm). Disponi alcune foglie di alloro ben oleato, sulle quali stendi una base fatta di due libbre (0,65 g) di farina di grano macinata finissima. Colloca il composto di formaggio e miele. Quando è cotto, togli e spennella di miele. Ne verrà fuori un dolce di mezzo staio (circa 4,5 kg). La ricetta è di Catone il Censore (De agri cultura, 76). Pensando a come era pesante in genere la cucina romana – come dimostrano le supercaloriche, onestamente sconsigliabili, ricette di Apicio, la torta di Catone il Censore sorprende piacevolmente. Si potrebbe quasi prenderla in considerazione…”

Sinceramente questo bel malloppo di pecorino e miele di quattro chili e mezzo forse potrei riproporlo in una versione più piccola, magari del peso di mezzo chilo ecco…

Una cosa l’ho capita bene leggendo questo libro che vi consiglio: i miei antenati sapevano sicuramente godersi la vita!

Posted in: Blog

Share this :

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>